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Renato Scrollavezza nasce a Castelnuovo
Fogliani, in provincia di Piacenza, il 14 aprile 1927. I genitori,
braccianti,
si trasferiscono nel 1930 a Noceto, dove Renato frequenta le scuole
elementari e comincia a lavorare la terra. Fin dall'infanzia egli
mostra una spiccata inclinazione per il disegno che resta però frustrata
dalla mancanza di incoraggiamento da parte dell'ambiente.
Ma ancora più forte è in lui la passione per la musica,
che si esprime soprattutto attraverso il desiderio di suonare il violino,
uno strumento che aveva colpito la sua sensibilità durante
una esibizione pubblica nella piazza del paese. A soli quindici anni,
avuta l'opportunità di esaminare un mandolino, Scrollavezza
decide di costruirsene uno. Progetto che realizza, da autodidatta,
nel giro di qualche mese.
Tuttavia è sempre il violino (o meglio l'intenso ricordo di
quella giornata in piazza e di quei suoni struggenti) ad occupare
i sogni del ragazzo. E quando finalmente un amico riesce a comprarsi
il sospirato strumento, Renato, che ha 17 anni, si getta nell'impresa
di realizzarne un esemplare. Ancora una volta da solo, senza altro
aiuto che la sua enorme passione.
In 7 anni costruisce una trentina di violini, sempre come autodidatta.
Poi, a 24 anni, saputo dell'esistenza di una scuola di liuteria a
Cremona, vi si presenta con l'ultimo strumento costruito. Riceve
l'incoraggiamento
del direttore e del maestro Peter Tatar, si iscrive al primo anno
nel 1951 e nel 1955 completa il corso dopo aver ottenuto per tutta
la sua durata della scuola la borsa di studio. Intanto giungono anche
le prime soddisfazioni: ancora allievo, nel 1954, partecipa al 2° concorso
nazionale di liuteria di Roma e vince la medaglia d'argento.
Dopo il periodo della scuola Scrollavezza si trasferisce a Parma
ma neanche la città permette ad un liutaio di vivere del suo lavoro
ed egli si vede costretto, pur coltivando senza tregua i suoi interessi
più intimi, a svolgere altre attività. Finché il
forte sviluppo della musica, negli anni Settanta, non apre il mercato
ripagando Renato Scrollavezza con il successo professionale
dopo anni di sacrificio e di silenziosa dedizione. Nel frattempo nuovi
riconoscimenti giungono dall'Italia e dall'estero: nel 1956 due medaglie
d'argento a Roma con un premio acquisto per un violoncello, una medaglia
d'oro ad Ancona nel 1957, nell'anno successivo e nel 1960 due
medaglie d'oro a Pegli e nel 1959 una medaglia ad Ascoli Piceno
per una viola; poi due premi al concorso Wieniawski di Poznan
nel 1962 e nel 1967, nuovamente due riconoscimenti a Liegi per
due quartetti, il primo nel 1963 ed il secondo nel 1966, due
medaglie d'oro a Cremona nel 1963 e nel 1965, in occasione rispettivamente
del Corso di Restauro tenuto dal M° Sacconi e della
Mostra internazionale di strumenti ad arco. Scrollavezza viene
poi chiamato come Membro della Giuria al IV e V Concorso Internazionale
Wieniawski (Polonia) nel 1972 e nel 1977.
La famiglia degli strumenti costruita nel corso di questi anni raggiunge
un ragguardevole numero di unità: 220 violini, 60 viole, 39
violoncelli, 3 contrabbassi, 2 viole d'amore, una viella, un liuto,
una viola da gamba, una pochette ed un centinaio di chitarre classiche.
La maturità costruttiva raggiunta gli procura anche incarichi
di carattere didattico: dal 1975 è infatti docente di liuteria
presso il Conservatorio A. Boito di Parma mentre fra il 1979
ed il 1983 insegna alla Civica Scuola di liuteria di Milano.
Nel 1980 viene anche invitato come ospite d'onore alla settima Mostra
internazionale di liuteria tenutasi in Giappone, dove rappresenta
la liuteria italiana. Lo stesso anno segna però una volta importante
nella carriera di Scrollavezza: il maestro decide di non vendere più
strumenti benché pressato da richieste. Egli intende dedicare
ogni sua energia alla ricerca pura, per propria personale soddisfazione,
di quell'equilibrio fra forma e suono che rappresenta, in fondo, l'unico
vero "segreto" degli strumenti ad arco. In questo senso
va interpretata la realizzazione di un'intera orchestra, esempio
rarissimo
nella storia della liuteria. Altri importanti riconoscimenti che
arricchiscono la carriera di Scrollavezza sono costituiti dall'ingresso,
nel 1980,
nell'Entente Internationale des Maitres Luthiers et Archetiers
d'Art, prestigiosa Associazione internazionale; nel 1988, poi
il Comune di Genova affida a Scrollavezza l'incarico di conservatore
del famoso "Cannone" di Giuseppe Guarneri del Gesù,
strumento prediletto da Nicolò Paganini. Scrollavezza
svolge questo compito fino al 2000, anno in cui Genova gli consegna
anche il "Grifo di Bronzo", importante riconoscimento
cittadino. In precedenza la città di Baveno aveva attribuito
a Scrollavezza il premio alla carriera "Una vita per la liuteria",
in occasione del V Concorso di liuteria del 1995. Nel 2001, infine,
uno strumento di Scrollavezza viene suonato da Ruggero Ricci
in un'incisione dedicata ai migliori liutai contemporanei (The Legacy
of Cremona).
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